Dal pugilato al pilates passando per il tennis.

Ebben sì ho ceduto.
Ho fatto un abbonamento annuale in palestra. In una nuova palestra che hanno aperto a due passi da casa e a tre passi dal lavoro.
Una palestra molto trendy, con piscina, termario, idromassaggio sauna e anche centro estetico da cui dovrò tassativamente passare prima di presentarmi in costume.
Quando ho firmato il contratto ho avuto un mezzo svenimento.
Mi mancava l’aria.
Io che non ho mai fatto un abbonamento più lungo di 3 mesi, che ho frequentato solo palestre malfamate per la thai boxe e il pugilato, che ho giocato a tennis nel circolo del dopo lavoro, insomma IO HO FIRMATO UN CONTRATTO CON UNA PALESTRA TRENDY PER UN ANNO!
Strano che non sia nevicato d’agosto.

Ieri primo giorno di apertura.

Come sempre arrivo trafelata con una busta di stoffa del supermercato con dentro nell’ordine:

fuseaux accettabili
maglietta del lavoro con sulla schiena scritto il risultato delle consegne dell’anno scorso
felpa oversize di una vecchia tuta da ginnastica
scarpe da ginnastica distrutte ma pulite perché sono quelle che mensilmente si fanno un giro in lavatrice
Una tragedia insomma.

Arrivo agli spogliatoi annotando mentalmente di portarmi il navigatore satellitare e mi sento morire.

Tutte, dico tutte hanno la borsa della palestra il completino in tinta con i lacci delle scarpe, stesso tono del fermacapelli e dell’asciugamano.

Mi cambio alla velocità della luce e mi precipito nella sala del pilates sentendo sempre più la necessità di un navigatore.
Mi guardo intorno e mi sento riavere. Ragazze normali e uomini per niente in forma attendono l’arrivo dell’istruttore.
Ed eccolo che si presenta.
Un mix perfetto di muscoli e tatuaggi.
Ci chiede gentilmente di toglierci le scarpe.
Ed io gongolo!
Ho i calzini nuovi senza nemmeno un buchino!
Questo è il corso che fa per me!

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….Sono stupendi i trent’anni... Sono stupendi perchè sono liberi, ribelli, fuorilegge, perchè è finita l’angoscia dell’attesa, non è cominciata la malinconia del declino, perchè siamo lucidi, finalmente, a trant’anni! Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti; se siamo atei siamo atei convinti. Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perchè anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perchè anche noi siamo adulti. Non temiamo il peccato perchè abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perchè abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile. Non temiamo la punizione perchè abbiamo concluso che non c’è nulla di male ad amarci se c’incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell’olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi. Siamo un campo di grano maturo a trent’anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita.é viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più. Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui scenderemo. Un po’ ansimanti e tuttavia freschi, non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e avanti e meditare sulla nostra fortuna… O. Fallaci

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