50 Sfumature di noia

Anastasia (chiamata da tutti profeticamente Ana) è carina e intelligente ma goffa e imbranata.
Grey (grigio come il suo animo e come i suoi abiti) è bello e intelligente, ricco sfondato, super dotato, suona il pianoforte (rigorosamente a coda) guida di tutto ed ha la resistenza di un mandrillo (che palle)
Nella vita reale non si incontrerebbero mai.
In un racconto animato da un po’ di fantasia forse sarebbe lei a dominare lui, ad usarlo e sfruttarlo fino a distruggerne l’ego già traballante e dilapidarne il patrimonio.
E invece no!
Si incontrano, lei si innamora, lui le propone un contratto di sottomissione e fanno sesso per tutta la durata (eccessiva) del libro. Un milione di pagine (tante mi sono sembrate, in ogni caso troppe) in cui gli occhi penetranti di lui, le codine da verginella di lei e le sculacciate la fanno da padrone.
Non so cosa mi abbia infastidito di più.
La sottomissione per contratto risolve in modo facile il rapporto schiavo/padrone che, secondo un intenso percorso psicologico, avviene per scelta del primo (vedi “histoire d’o”) o per capacità di persuasione del secondo. Il contratto risulta essere una facile soluzione per giustificare la descrizione di scene soft porno fini a se stesse perché non supportate da una adeguata tensione erotica di cui il rapporto rappresenterebbe solo l’apice. La contestualizzazione poi è inesistente. Il mondo del lusso estremo serve per abbagliare il lettore con immagini sfavillanti, colmare il grande vuoto che circonda i due personaggi principali e celare la pochezza della loro relazione fatta di mail sintetiche ed emoticon, viaggi nel jet privato e cene a lume di candela .
Non so se è masochismo, ho iniziato anche il secondo della trilogia. Ma al terzo “ti amo” in 5 pagine mi sono arresa.
L’amore no.
Quello proprio non lo tollero.
Se questa trilogia ha la pretesa di rappresentare il mondo erotico femminile mi sento offesa, perché il mio immaginario va ben oltre.
Se invece ha voluto essere solo un esperimento di marketing allora tanto di cappello per il successo editoriale.
Al giorno d’oggi si può vendere di tutto se ben supportato da una adeguata strategia pubblicitaria.

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….Sono stupendi i trent’anni... Sono stupendi perchè sono liberi, ribelli, fuorilegge, perchè è finita l’angoscia dell’attesa, non è cominciata la malinconia del declino, perchè siamo lucidi, finalmente, a trant’anni! Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti; se siamo atei siamo atei convinti. Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perchè anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perchè anche noi siamo adulti. Non temiamo il peccato perchè abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perchè abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile. Non temiamo la punizione perchè abbiamo concluso che non c’è nulla di male ad amarci se c’incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell’olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi. Siamo un campo di grano maturo a trent’anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita.é viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più. Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui scenderemo. Un po’ ansimanti e tuttavia freschi, non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e avanti e meditare sulla nostra fortuna… O. Fallaci

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