Non tutto il male viene per nuocere

Le cose positive di questa avventura:

– ho imparato a farmi le punture da sola

– ho capito che la necessità supera il ribrezzo e sono riuscita a medicarmi nonostante un iniziale scoramento

– ho passato molto tempo con mio fratello che è venuto a nutrirmi e mi ha accompagnato ad una visita. Stare con lui è sempre magnifico.

– non avendo una mazza da fare mi sono ricordata del compleanno dell’altro fratello e la mia telefonata gli ha fatto un immenso piacere (forse che durante l’operazione mi hanno resettato la percezione spazio temporale? bah!)

– ho letto tutta la guida dell’Olanda così quando partiremo avremo un sacco di piani da stravolgere.

– molte persone mi hanno dimostrato il loro affetto, alcune in modo inaspettato.

– qualcuna invece mi ha deluso, ma sopravviverò.

– il consorte ha finalmente capito come mai sono così in conflitto con i miei.

– ho sempre pensato che non avrei mai trascorso neanche una notte in ospedale, se non per cose piacevoli, e invece mi sbagliavo. Non sono invincibile né immortale.

– ho scoperto che davanti a certe notizie riesco ad essere fredda e razionale (ma questo un po’ lo sospettavo)

– il consorte è un essere speciale, lui sostiene che io sono una roccia e insieme costituiamo una squadra (ma tutto questo lo avevamo già scoperto ad agosto)

Però ora anche basta. Grazie.

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Illusioni

In uno slancio utopico (in molti sensi) ho mandato la seguente mail ad un giornale raccontando un episodio accadutomi in ospedale:

Gentile redazione,
vi scrivo per segnalare un episodio di ottima sanità con un solo piccolo ma insopportabile neo.
In data 18 maggio sono stata ricoverata e operata d’urgenza nel reparto di ginecologia di Careggi a Firenze.
Vorrei sottolineare la professionalità con cui il mio caso è stato trattato e con cui poi sono stata curata.
Ed è vero, la professionalità si pretende, ma quello che mi ha positivamente stupito è stata la profonda umanità e compartecipazione con cui tutto lo staff, medico e non, si prende cura dei pazienti.
Detto questo ecco il neo.
Mentre riposavo nel pomeriggio mia mamma è venuta a trovarmi pur non essendo l’orario del passo. E’ stata giustamente redarguita da una infermiera e se ne è andata.
Dopo poco tempo ecco che vedo entrare un frate.
Prima osservazione: siamo fuori dall’ orario delle visite e siamo in un reparto di ginecologia, la situazione nelle stanze potrebbe essere piuttosto “intima” e credo che sia imbarazzante veder entrare chiunque non appartenga allo staff ospedaliero. Ma andiamo oltre.
Il frate chiede alla mia compagna di stanza ed a me come stiamo e, dopo qualche convenevole, ci propone di recitare una preghiera. Entrambe decliniamo gentilmente e, stupore, il religioso si offende ed esce dalla porta prendendoci a male parole e accusandoci di essere delle anticristiane.
Ho trovato questa visita inopportuna, invadente e offensiva.
Perché non è stata richiesta.
Perché il personaggio in questione ci ha offeso.
Perché, visto che la nostra società tende a diventare multietnica occorrerebbe rappresentare tutte le altre religioni e allora sarebbe il caos.
Perché non sopporto l’ingerenza della chiesa nella vita serena delle persone laiche.
Perché la visita ha avuto il sapore di facile proselitismo in un momento di sofferenza e di dolore.
Perché, se proprio posso scegliere di far entrare una persona fuori dall’orario delle visite, allora preferivo mia mamma.
O, meglio, mio marito.
Vorrei che la religione rimanesse un anelito intimo di chi davvero la sente qualcosa di suo e che gli enti pubblici si astenessero da qualunque orientamento proprio per rispettare l’animo e le esigenze di tutti.
Mera illusione, lo so.
Grazie per l’attenzione.
 Firma

L’illusione è molteplice.

Che venga pubblicata, che susciti un dibattito, che sortisca un effetto.

Però ci ho provato!

Iris

Giardino dell'Iris
E non mi stanco mai della tua fiera bellezza.
Da sempre per le tue strade mi perdo.
Ed ogni volta i tuoi scorci mi sorprendono.
Dai tuoi ponti mi affaccio a guardare lo scorrere indolente dell’Arno.
A cercare il ponte Vecchio miracolosamente graziato dalla guerra.
Corridoio di arte.
Corridoio di salvezza.
Corridoio di resistenza.
Mai stanca, mai satura della tua meraviglia, nessun altrove estetico è possibile.

Lovely book award

Ne approfitto della convalescenza per rimettermi in pari e così ringrazio Namida (http://sentimentalpiggyromance.wordpress.com/) per questo carinissimo premio.

Ecco le mie risposte:

1) Come scegli i libri da leggere? Ti fai influenzare dalle recensioni?

Non leggo mai le recensioni. Scelgo i libri per passaparola, oppure leggo un libro perché prestato, spesso sono influenzata negativamente dalla copertina. Possono essere un autore che ho già apprezzato oppure un titolo che mi stuzzica ad influenzarmi. In generale non ci sono regole.

2) Dove compri i libri: in libreria o online?

Libreria. Adoro perdermi tra gli scaffali, leggere i retro dei libri e sognare viaggi guardando le guide turistiche.

3) Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?

In questo momento ho due libri che bollono in pentola: “Cime tempestose” (trovato ad un mercatino dell’usato) e “Le lacrime di Eros” che mi è stato regalato. Il risultato però è che leggo pochissimo entrambi. 😦

4) Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?

Assolutamente no, la mole non è un problema.

5) Hai un autore e un genere preferito?

In passato ho avuto vere e proprie fittonate per Allende, Banana Yoshimoto, Baricco ma al momento non ho nessun autore preferito.

6) Quando è iniziata la tua passione per la lettura?

Quando ho imparato a leggere.

7) Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?

A parte il caso eccezionale di cui sopra di solito ne leggo uno alla volta.

8) Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne uno soltanto quale sarebbe?

Cent’anni di solitudine.

9) Perché ti piace leggere?

Leggere è un viaggio che si compie prima di tutto con lo sguardo e il tatto. La fila di parole scritte sulle pagine di carta costruisce scenari, percorsi, mondi che diventano sempre più reali (se il libro è bello). Inoltre un libro trascina in universi per lo più ignoti dando la possibilità di vivere esistenze parallele. Infine si crea spesso un processo di identificazione con almeno uno dei personaggi che ci porta a capire e conoscere noi stessi un po’ più a fondo.

10) La tua libreria è ordinata secondo un criterio o tieni i libri in ordine sparso?

La mia libreria è stata smontata ma adesso l’amorevole consorte me ne sta costruendo una nuova :). Come nell’altra però i libri andranno ordinati secondo la casa editrice, ma solo per una questione prettamente estetica.

Ed ecco le nomination:

http://spindav.wordpress.com/

http://firesidechats21.wordpress.com/

http://ilmiokiver.wordpress.com/

http://patriziaphoto.wordpress.com/

http://sonoqui.wordpress.com/

http://pinzalbertodotcom.wordpress.com/

http://tiferet74.wordpress.com/

Lovely blog award

Grazie a Vittorio (vittorio75ge.wordpress.com) del premio e della domanda direi piuttosto pertinente:

“Riesci ad essere più presente sul tuo blog?”

Partiamo dalla questione logistica: sto al computer soprattutto quando sono a lavoro e, proprio perché sono al lavoro credo che non sia corretto trascorrere del tempo su internet a farsi gli affari propri. Così durante la pausa pranzo butto un occhio al blog e magari scrivo qualche commento veloce. Raramente riesco a pubblicare.

A casa poi non amo isolarmi al PC e quindi il tempo dedicato al blog è in effetti poco.

Poi c’è un aspetto “creativo” (se di creatività si può parlare nel mio caso :D) e cioè che scrivere è, per me, come uno starnuto.

Quando scappa lo devo fare, ma altrimenti non posso forzarmi.

😀

 

Punti di vista

Alba di domenica.
Mi sveglio di soprassalto.
Dei dolori tremendi mi sconvolgono le viscere.
“Ti porto al pronto soccorso”
“No”

“Andiamo”.
GEU, emorragia interna, operare d’urgenza.
Nell’attesa della sala operatoria dico a mio marito: “Non vedo l’ora che mi addormentino”.
E lui: “Non vedo l’ora che ti risveglino”
Punti di vista diversi per la stessa situazione.
Io volevo solo che finisse quel dolore alienante.
Lui voleva che tornassi tutta in me.
Con lui.
Con noi.

Lap? No! Pole

L’ho fatto! E non ci posso ancora credere.

Ho fatto una lezione di prova di pole dance, da non confondere con la lap dance!

Le pole dancers rivendicano per questa disciplina la dignità di una attività sportiva.

Perché in effetti, nonostante le movenze sexy, la pole dance si avvicina più ad esercizi da ginnaste che ad esibizioni nei locali.

E non vi inganni la grazia e la leggerezza con cui le ragazze si muovono intorno al palo.

Ci vuole una forza enorme per alzare tutto il proprio corpo, concentrazione per eseguire le figure correttamente e anche qualche botta per imparare.

Sono entrata nella palestra e ho visto 3 ragazze con un fisico da urlo.

Ho pensato:”Ok! Mi piace! Dove firmo per fare il corso intensivo di un anno?”

La lezione è stata faticosissima.

Fare le figure semplici mostrate dall’insegnante una sfida che ha prodotto lividi e dolori ovunque nel corpo.

Resta il fatto che nel momento in cui ho iniziato a camminare intorno al palo petto in fuori, schiena diritta ho cercato di recuperare una grazia che ho smarrito nella culla.

E mi sono sentita una gran figa.

Peccato per tutti quegli specchi!

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“Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono dei ripari ed altri costruiscono dei mulini a vento.”

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"Scrivere sulle cose, mi ha permesso di sopportarle".

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Ma Bohème: un viaggio tra libri, musica, racconti di vita, cronaca e attualità.

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Esercizi di scrittura creativa.

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NON MI LAMENTO MAI

….Sono stupendi i trent’anni... Sono stupendi perchè sono liberi, ribelli, fuorilegge, perchè è finita l’angoscia dell’attesa, non è cominciata la malinconia del declino, perchè siamo lucidi, finalmente, a trant’anni! Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti; se siamo atei siamo atei convinti. Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perchè anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perchè anche noi siamo adulti. Non temiamo il peccato perchè abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perchè abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile. Non temiamo la punizione perchè abbiamo concluso che non c’è nulla di male ad amarci se c’incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell’olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi. Siamo un campo di grano maturo a trent’anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita.é viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più. Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui scenderemo. Un po’ ansimanti e tuttavia freschi, non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e avanti e meditare sulla nostra fortuna… O. Fallaci

Guignolesco

Non è Pop, è Pulp!

cataniafashionblog

LA MODA NON LA SI SUBISCE.. LA SI FA'!!!

agores_sblog

le parole cadono come foglie

Topper Harley

Uno, nessuno e ventitrè

jojovertherainbow

There's no places like home