Illusioni

In uno slancio utopico (in molti sensi) ho mandato la seguente mail ad un giornale raccontando un episodio accadutomi in ospedale:

Gentile redazione,
vi scrivo per segnalare un episodio di ottima sanità con un solo piccolo ma insopportabile neo.
In data 18 maggio sono stata ricoverata e operata d’urgenza nel reparto di ginecologia di Careggi a Firenze.
Vorrei sottolineare la professionalità con cui il mio caso è stato trattato e con cui poi sono stata curata.
Ed è vero, la professionalità si pretende, ma quello che mi ha positivamente stupito è stata la profonda umanità e compartecipazione con cui tutto lo staff, medico e non, si prende cura dei pazienti.
Detto questo ecco il neo.
Mentre riposavo nel pomeriggio mia mamma è venuta a trovarmi pur non essendo l’orario del passo. E’ stata giustamente redarguita da una infermiera e se ne è andata.
Dopo poco tempo ecco che vedo entrare un frate.
Prima osservazione: siamo fuori dall’ orario delle visite e siamo in un reparto di ginecologia, la situazione nelle stanze potrebbe essere piuttosto “intima” e credo che sia imbarazzante veder entrare chiunque non appartenga allo staff ospedaliero. Ma andiamo oltre.
Il frate chiede alla mia compagna di stanza ed a me come stiamo e, dopo qualche convenevole, ci propone di recitare una preghiera. Entrambe decliniamo gentilmente e, stupore, il religioso si offende ed esce dalla porta prendendoci a male parole e accusandoci di essere delle anticristiane.
Ho trovato questa visita inopportuna, invadente e offensiva.
Perché non è stata richiesta.
Perché il personaggio in questione ci ha offeso.
Perché, visto che la nostra società tende a diventare multietnica occorrerebbe rappresentare tutte le altre religioni e allora sarebbe il caos.
Perché non sopporto l’ingerenza della chiesa nella vita serena delle persone laiche.
Perché la visita ha avuto il sapore di facile proselitismo in un momento di sofferenza e di dolore.
Perché, se proprio posso scegliere di far entrare una persona fuori dall’orario delle visite, allora preferivo mia mamma.
O, meglio, mio marito.
Vorrei che la religione rimanesse un anelito intimo di chi davvero la sente qualcosa di suo e che gli enti pubblici si astenessero da qualunque orientamento proprio per rispettare l’animo e le esigenze di tutti.
Mera illusione, lo so.
Grazie per l’attenzione.
 Firma

L’illusione è molteplice.

Che venga pubblicata, che susciti un dibattito, che sortisca un effetto.

Però ci ho provato!

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6 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. vittoriot75ge
    Mag 26, 2014 @ 16:11:07

    Applauso.

    Rispondi

  2. Patrizia M.
    Mag 26, 2014 @ 22:46:40

    Hai fatto benissimo a scriverla!!

    Rispondi

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