Il mio Natale

Ispirata da:

http://yleniamozzillo.wordpress.com/

riflettevo sul mio natale.

In questo periodo di riposo forzato ho provveduto a decorare la casa, principalmente con oggetti fatti da me con avanzi, scarti e cose trovate durante le passeggiate nel bosco.

In questo periodo mi piace camminare in centro e mi incanto a vedere lo sfavillio delle vetrine e le decorazioni luccicanti.

E ovviamente non c’è niente di religioso in tutto questo.

Penso ai tanti, troppi natali passati tra litigi, tensioni che scoppiavano proprio quando le famiglie, quelle degli altri, riscoprivano il piacere di stare insieme. Non c’era gioia né allegria nella mia famiglia invece, solo legami di sangue tenuti insieme da una ottusa religiosità.  E l’amore, se c’era, era solo condizionato dal rigare diritto, rispettare le regole, andare alla messa. Un amore che veniva prontamente negato qualora qualcuno di noi si azzardava a mettere in discussione l’autorità paterna, provava ad esprimere una esigenza o un desiderio solo suo. Nessun rispetto per la persona come individuo, ognuno di noi era solo uno strumento per esercitare l’autorità del patriarca.

Non c’era niente di bello in casa nostra. Né negli oggetti, né nei rapporti.

Ed ecco che forse si spiega questa mia smania decorativa che, sebbene puramente estetica, rappresenta nella bellezza delle cose quella della scoperta dell’amore. Una smania che dura tutto l’anno e che viene declinata a seconda delle stagioni, perché nella mia famiglia, quella nuova, quella vera, il calore non si accende solo con il camino.

Per adeguamento o contrapposizione, il nostro passato ci segna in modo indelebile e si insinua in ogni nostro gesto, in ogni nostra mania.

Sta a noi declinarlo in modo adeguato.

Annunci

3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. namida27
    Dic 09, 2014 @ 14:11:21

    “solo legami di sangue tenuti insieme da una ottusa religiosità”..E tanta, tanta ipocrisia, almeno nel caso della mia famiglia.
    Non so cosa dire, sono solo felice perché hai trovato/stai trovando il TUO Natale con la tua nuova famiglia. Io non troverò il mio neanche quest’anno.

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Sephiroth

"Scrivere sulle cose, mi ha permesso di sopportarle".

the packing beast

Just another WordPress.com site

medea1976

Just another WordPress.com site

Riru Mont in Glasgow

Di un'Italiana in Scozia

Orso Romeo

NON PENSO AL DOMANI, PERCHÈ NON SO NEANCHE SE ARRIVO A FINE GIORNATA

Ma Bohème

Ma Bohème: un viaggio tra libri, musica, racconti di vita, cronaca e attualità.

Scrivere creativo

Esercizi di scrittura creativa.

aboutgarden

event, garden, craft and pleasure

NON MI LAMENTO MAI

….Sono stupendi i trent’anni... Sono stupendi perchè sono liberi, ribelli, fuorilegge, perchè è finita l’angoscia dell’attesa, non è cominciata la malinconia del declino, perchè siamo lucidi, finalmente, a trant’anni! Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti; se siamo atei siamo atei convinti. Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perchè anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perchè anche noi siamo adulti. Non temiamo il peccato perchè abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perchè abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile. Non temiamo la punizione perchè abbiamo concluso che non c’è nulla di male ad amarci se c’incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell’olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi. Siamo un campo di grano maturo a trent’anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita.é viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più. Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui scenderemo. Un po’ ansimanti e tuttavia freschi, non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e avanti e meditare sulla nostra fortuna… O. Fallaci

Guignolesco

Non è Pop, è Pulp!

cataniafashionblog

LA MODA NON LA SI SUBISCE.. LA SI FA'!!!

agores_sblog

le parole cadono come foglie

Riccardo Franchini

Bere e Mangiare partendo da Lucca

Topper Harley

Uno, nessuno e ventitrè

jojovertherainbow

There's no places like home

Fuoridallarete

Since 1990

pe®izoma

Bisogna farsi Dio

Diana

"Nell'ora più profonda della notte, confessa a te stesso che moriresti se ti fosse vietato scrivere. E guarda profondamente nel tuo cuore dove esso espande le sue radici, la risposta, e ti domandi, devo scrivere?". Rilke

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: