8 aprile 2015

Sei nato con la camicia.
Maschio come già sapevamo.
Con l’unico nome che per un maschio ci piaceva.

Un nome tipicamente fiorentino.

Ma anche il suo nome.

Che tu abbia la sua stessa grazia intellettuale.

La sua poesia nei gesti, la sua intelligenza, la sua curiosità.

E’ questo il mio augurio per te.

Che tu coltivi la forza del no per filtrare tutto il mondo esteriore con la tua testa e il tuo cuore.

Che per ogni risposta che avrai ti vengano in mente altre mille domande.

Che tu possa stupirti ogni volta davanti allo spettacolo immenso che è la natura.

Che tu non senta mai il bisogno di adeguarti alla massa.

Che tu possa trovare nella vita una passione così forte da non poterne fare più meno e che questa passione diventi il tuo lavoro.

Che tu non abbia in sorte il suo stesso tragico destino.

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NON MI LAMENTO MAI

….Sono stupendi i trent’anni... Sono stupendi perchè sono liberi, ribelli, fuorilegge, perchè è finita l’angoscia dell’attesa, non è cominciata la malinconia del declino, perchè siamo lucidi, finalmente, a trant’anni! Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti; se siamo atei siamo atei convinti. Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perchè anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perchè anche noi siamo adulti. Non temiamo il peccato perchè abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perchè abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile. Non temiamo la punizione perchè abbiamo concluso che non c’è nulla di male ad amarci se c’incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell’olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi. Siamo un campo di grano maturo a trent’anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita.é viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più. Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui scenderemo. Un po’ ansimanti e tuttavia freschi, non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e avanti e meditare sulla nostra fortuna… O. Fallaci

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