Pulizie di Natale

Ho buttato via tutto.

I bigliettini delle amiche del liceo, sparite.

Quelli dell’unica amicizia rimasta che non ha bisogno dei bigliettini per alimentarsi.

Le cartoline da posti che sognavo di visitare e che adesso mi sembrano troppo vicini.

Le lettere delle pen pal giapponesi scritte con quella calligrafia identica su carta da lettere oleata.

Le lettere della pen pal inglese che mi ha mandato una foto seduta sul WC.

Le lettere di mia cugina, scritte a caratteri cubitali, quelle della amica conosciuta in montagna, di quella del mare, del lago, di campagna. Di quella di città che però vedevo solo al mare.

Le lettere degli innamorati, di quelli che ho amato di amori giurati eterni e durati qualche giorno di Settembre. Le lettere sgrammaticate. Le lettere insulse di chi non corrispondeva la mia cotta. Quelle poetiche di amanti molto più grandi di me. Di adulti con cui mi sono permessa di fare la ragazzina, quale effettivamente ero, facendoli sparire per sempre dalla mia vita. Per poi piangerli, disperatamente, per un giorno o forse due. Di sentimenti trattenuti e passioni manifeste. Una fila di “ti amerò per sempre”, “mi manchi”, “non vedo l’ora di sentirti, toccarti baciarti ecc ecc”. Promesse ed intenzioni ridicole che allora nutrivano lacrime e sorrisi. Prospettive future e nostalgici ricordi.

Di molti non ricordo nemmeno il volto.

Di alcuni mi è rimasto impresso solo l’odore.

Addio a tutti.

Addio per sempre.

E non ha importanza ricordare, trattenere, conservare, archiviare.

Qualcosa di sicuro è rimasto.

In quello che sono adesso.

Come una sommatoria, per n che va da 0 a chissà quanto, di frammenti di tempo e di vita.

Il risultato sono io in questo istante.

E domani sarò di nuovo io più un pezzettino infinitesimo che si è formato in 24 ore di esistenza.

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….Sono stupendi i trent’anni... Sono stupendi perchè sono liberi, ribelli, fuorilegge, perchè è finita l’angoscia dell’attesa, non è cominciata la malinconia del declino, perchè siamo lucidi, finalmente, a trant’anni! Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti; se siamo atei siamo atei convinti. Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perchè anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perchè anche noi siamo adulti. Non temiamo il peccato perchè abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perchè abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile. Non temiamo la punizione perchè abbiamo concluso che non c’è nulla di male ad amarci se c’incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell’olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi. Siamo un campo di grano maturo a trent’anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita.é viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più. Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui scenderemo. Un po’ ansimanti e tuttavia freschi, non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e avanti e meditare sulla nostra fortuna… O. Fallaci

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