Partenze intelligenti


Incredibile ma vero, a distanza di ben 15 giorni dalla partenza per le ferie abbiamo già deciso dove andare, prenotato l’aereo e scelto con quale compagnia noleggiare la macchina.

Per noi che, dopo esserci preparati su tutti i parchi del Canada, dopo aver studiato la guida in tutte le sue sfaccettature per sopravvivere 2 settimane di inverno nella British Columbia, all’improvviso, così, senza un perchè, siamo partiti per la Lapponia.

Per noi che abbiamo fissato il resort alle isole Vergini all’aeroporto di New York, prima di prendere l’aereo per quelle meravigliose spiagge, per noi che di solito, una volta montati nell’auto a noleggio, puntiamo il dito sulla cartina per decidere la meta successiva, ecco per noi è già qualcosa.

Certo ci sono ancora 15 giorni, in cui potremmo cambiare idea, in cui potremmo ripensare alla meta o decidere di andare nella casa al mare, in cui potremmo non trovare un’auto ad un prezzo ragionevole.

Ma intanto abbiamo un biglietto aereo. E quando avremo anche una macchina sotto le nobili chiappe, via! Alla scoperta della Bretagna, là dove ci porta il dito!

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Scienza applicata

Stufa della persecuzione cartacea, telefonica e mediatica, esclusa dalla partecipazione ai dibattiti visto la totale mancanza di pubblicità degli eventi, ho adottato un metodo sistematico per decidere chi votare alle amministrative.

Ovvio che un orientamento già c’era, però la mia predisposizione scientifica mi ha aiutato ed ecco il procedimento che ho seguito:

ho riportato su un file word tutti i programmi dei candidati sindaci, li ho letti tutti con attenzione ed ho segnato i punti che mi piacevano e quelli che non mi piacevano. Alla fine ha vinto il candidato che, in percentuale, ha avuto più consensi.

A dire il vero ne ho due a parimerito. E in questo caso la scelta non può essere altro che di pancia. Certo sarebbe stato utile partecipare ai dibattiti. Ma non sono stati pubblicizzati.

Arte ecocompatibile

Mi sono innamorata. Di un uomo ovvio. Non della sua personalità, non del suo aspetto, ma del suo genio (o follia secondo alcuni). E’ un uomo che non c’è più e che ha costellato Barcellona di opere meravigliose. Discrete e bellissime fanno capolino tra palazzi antichi e moderni con una certa indifferenza al via vai sottostante. Qualcosa del tipo:  io sto qui, sono bella e geniale, guardami se vuoi, ma se non vorrai continuerò ad essere quella che sono. Gaudì mi ha particolarmente impressionato. La sua “ossessione” per le figure geometriche e la ricerca in queste della perfezione della natura che tanto ha rispettato e amato lo hanno reso artista eclettico e originale. Le sue opere non sono fini a se stesse, non sono un puro esercizio di stile ma sono state concepite per essere fruite, per essere vissute e godute. Le case inondate di luce con finestre più piccole via via che si sale ai piani più alti, le sedie e le maniglie ergonomiche, il piazzale per la raccolta e il riutilizzo delle acque nel parc Guell, lo rendono un artista all’avanguardia.Certo che poi mi affaccio in terrazza e vedo una distesa di parallelepipedi di cemento per niente ecocompatibili e il tribunale nuovo ancora in costruzione e mi assale una lacerante nostalgia per l’illusione che è stata l’opera di Gaudì. E’ vero, erano costruzioni per una elite, ma dagli inizi del ‘900 ad ora qualcosa si sarà pure evoluto, o no?No. Come al solito, del passato, ci restano solo gli oggetti, ma non i pensieri.

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NON MI LAMENTO MAI

….Sono stupendi i trent’anni... Sono stupendi perchè sono liberi, ribelli, fuorilegge, perchè è finita l’angoscia dell’attesa, non è cominciata la malinconia del declino, perchè siamo lucidi, finalmente, a trant’anni! Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti; se siamo atei siamo atei convinti. Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perchè anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perchè anche noi siamo adulti. Non temiamo il peccato perchè abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perchè abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile. Non temiamo la punizione perchè abbiamo concluso che non c’è nulla di male ad amarci se c’incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell’olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi. Siamo un campo di grano maturo a trent’anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita.é viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più. Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui scenderemo. Un po’ ansimanti e tuttavia freschi, non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e avanti e meditare sulla nostra fortuna… O. Fallaci

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