Onora il padre e la madre

Una blogger chiude il suo “diario” perché i genitori lo usano contro di lei che sta vivendo un momento difficile della sua vita.
Sento spesso storie (e purtroppo ho vissuto storie) in cui i genitori infieriscono sui figli proprio quando loro sono in un periodo doloroso, in cui avrebbero solo bisogno di un abbraccio, di comprensione e di sentirsi dire che andrà tutto bene. Succede spesso che quando tutto va bene, quando tutti sono felici, quando non c’è assolutamente motivo di rattristarsi, quando si potrebbe tirare un sospiro di sollievo ecco che intervengono loro con futli cavilli per minare la tua sudata serenità. Con una dose stupefacente di sadismo e masochismo si aggrappano a piccoli e insignificanti motivi per non essere sereni loro e per farti sentire infelice.
Con un percorso doloroso e solitario ho imparato a costruire il mio mondo e la mia vita secondo le mie percezioni, senza farmi condizionare dai loro malumori. Ma mi sono sempre chiesta come mai, da dove derivi questa aspirazione al martirio, da dove venga questa incapacità di essere felici anche se per pochi istanti, di godere a pieno dei momenti gioiosi.
A volte temo che loro siano gelosi della nostra momentanea serenità.

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“Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono dei ripari ed altri costruiscono dei mulini a vento.”

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"Scrivere sulle cose, mi ha permesso di sopportarle".

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NON MI LAMENTO MAI

….Sono stupendi i trent’anni... Sono stupendi perchè sono liberi, ribelli, fuorilegge, perchè è finita l’angoscia dell’attesa, non è cominciata la malinconia del declino, perchè siamo lucidi, finalmente, a trant’anni! Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti; se siamo atei siamo atei convinti. Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perchè anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perchè anche noi siamo adulti. Non temiamo il peccato perchè abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perchè abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile. Non temiamo la punizione perchè abbiamo concluso che non c’è nulla di male ad amarci se c’incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell’olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi. Siamo un campo di grano maturo a trent’anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita.é viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più. Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui scenderemo. Un po’ ansimanti e tuttavia freschi, non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e avanti e meditare sulla nostra fortuna… O. Fallaci

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